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domenica 13 dicembre 2020

Il genio e il contesto

Sono sempre in cerca di nuovi stimoli, per mantenere alto l'entusiasmo nelle cose che mi circondano, per tenere attiva la mia mente ragionando su piccoli e grandi sistemi. Esperienze, nuovi giochi, libri da leggere, film. Ogni scusa è buona per cercare nuovo impulso vitale e cercare di allargare gli orizzonti, rinfrescare e approfondire i valori che cerco di portare avanti nelle mie giornate, spesso con fatica. 

Negli ultimi mesi sono andato alla ricerca di nuovi contenuti: i podcast su Spotify. Ne ho trovato uno che ha proprio fatto al caso mio. Si chiama Fottuti Geni e parla in maniera molto semplice, coinvolgente e amichevole, di grandi innovatori della scienza e della tecnica che hanno avuto la capacità e la fortuna di cambiare completamente il nostro modo di pensare a proposito di uno specifico campo e per via trasmessa hanno cambiato la nostra cultura per sempre. 

Mi ha fatto sorgere tante riflessioni, tra cui: 

  • avevo studiato molti di questi argomenti a scuola, ma come mai con il metodo scolastico non sembravano così interessanti?
  • cosa posso fare per cambiare un poco il mio ambito di lavoro, i miei interessi, la cultura attorno a me?
  • potrei sviluppare un podcast? E nel caso, parlando di cosa?
  • il mondo non è sempre stato così e domani sarà ancora diverso, spesso faccio fatica a ricordare che non siamo in un perenne presente. 
  • "l'emergere del genio è il risultato positivo dell'incontro tra il contesto e la personalità, non esiste il genio isolato, esistono i geni che lavorano nel contesto giusto al momento giusto" (Massimo Temporelli lo dice in ogni puntata). Come riconoscere o ricreare contesti virtuosi?


A tal proposito durante le ultime due settimane ho avuto la possibilità e la grazia di lavorare in un reparto di degenza covid. Ho lavorato esclusivamente per il bene delle persone che ho assistito, pazienti con malattie diverse da quelli che tratto solitamente. Mi sono inserito in punta di piedi in un gruppo di medici giovani, dalla cultura e specializzazione diversa dalla mia (internisti, gastroenterologi, urologi, nefrologi) e ho potuto cambiare il solito punto di vista, le dinamiche, imparare nuove cose, riscoprire vecchi valori. Ho trovato un ambiente stimolante dove tutti avevano la stessa possibilità di esprimere il proprio pensiero ed il proprio talento, dove davvero i principi leganti erano quelli del "il paziente prima di tutto" e "siamo tutti sulla stessa barca", "nessuno si salva da solo" (dicono quelli bravi!!). Tutto mi ricorda che il mondo e la mia professionalità non sono sempre stati quelli di adesso e anche in futuro saranno diversi. 

E un po' mi spiace tornare al mio solito tran-tran ma, come si dice sempre al termine di un buon ritiro stimolante, la differenza sta nel portare a casa quel che si è imparato, cambiati e più fecondi. 

lunedì 29 giugno 2020

Devianti positivi

"Insanity is doing the same thing over and over again and expecting different results"


In queste ultime settimane ho dovuto trovare nuovi stimoli, nuove motivazioni, nuove strategie per rinnovare l'interesse per il mio lavoro, le mie attività. È una metodica complessa, coltivare il proprio entusiasmo, necessaria per evitare depressioni e staticità. Difficile che stimoli efficaci arrivino a ciel sereno da altre persone. Parte in primis da me stesso con una scintilla di novità che porta ad un cambio di mentalità e di azione. 

Per il mio compleanno mia sorella ha voluto regalarmi un libro di un medico americano, chirurgo, che non conoscevo, collaboratore del governo Obama per creare un sistema sanitario migliore e una pratica medica meno soggetta ad errori. Il titolo stesso sembra una sintesi di una mia grande tematica di pensiero "Con cura, diario di un medico deciso a fare meglio" (anche se il titolo originale è più sistematico e meno poetico "Better. A Surgeon's notes on performance").  

Ho trovato il testo molto interessante e credo sia leggibile anche per chi non è del settore. Un tema in particolare mi ha colpito: i devianti positivi. La storia è semplice: durante una campagna contro la malnutrizione infantile in Vietnam le strategie importate dal mondo scientifico occidentale non davano risultati. All'interno degli stessi villaggi si è scoperto che alcuni bambini, grazie a comportamenti non convenzionali delle proprie madri, erano ben nutriti. Gli stessi abitanti dei villaggi venivano portati a conoscenza di queste differenze e le idee hanno potuto cominciare a circolare prendendo piede stabilmente. In poche parole in ogni comunità ci sono certi individui che con un comportamento e strategie non uniformi agli altri aiutano la comunità a trovare nuove soluzioni ai problemi. Promuovendo questi piccoli esempi alternativi la comunità ha quindi la possibilità di evolversi e migliorare. Questo meccanismo psicologico comportamentale comunitario vale non solo in ambito medico ma anche in ogni ambito sociale. 


Il libro si conclude con un piccolo capitolo in cui sono racchiusi alcuni suggerimenti per diventare un deviante positivo (nel caso specifico in ambito medico):
  1. Fate domande fuori dal copione
  2. Non lamentatevi
  3. Trovate qualcosa da contare
  4. Scrivete
  5. Cambiate (siate adottanti precoci)

sabato 1 ottobre 2016

Letture d'estate: 5 piccole recensioni

Quest'estate è stata meravigliosa. Dopo parecchi anni di vacanze estive col contagocce mi sono preso il tempo che volevo, ho visitato luoghi vecchi e nuovi, ho riposato e mi sono stancato. Per la prima volta dopo tanto sono anche riuscito a vivere le cose che venivano, senza pianificare ogni singolo momento, scoprendo che stando più rilassato anche la bellezza arriva con più naturalezza. Credo che questo mio stato d'animo fosse abbastanza evidente, per chi mi stava accanto: per la mia fidanzata che viaggiava con me, per i miei amici che mi hanno visto poco prima e appena tornato. 

Ho anche letto, più di tante altre volte. O per meglio dire ho letto bene, non tanto. Ho mirato ad alcuni libri e direi che ho fatto centro, almeno sulla qualità. Poi logico che possono piacere o non piacere, ma la qualità non credo si possa discutere. 


Elencati cronologicamente: 

Pappagalli Verdi - Gino Strada
Piccoli racconti di vita durante le guerre, come medico e come uomo, raccontati con parole semplici e dirette. Come i pugni alla bocca dello stomaco che arrivano leggendo della brutalità che le mine antiuomo comportano. La meraviglia di scoprire che in una bruttura tanto grave la vita e l'umanità non scompare ma acquisisce più forza e grandezza. 

Elianto - Stefano Benni
Un romanzo dallo stile inconfondibile, che già conoscevo bene. Più una favola moderna in effetti. Stile veloce, brillante e per certi versi davvero comico. Tratti di vera poesia come quando si parla di malattia, sofferenza e morte, sempre con il sorriso e la meraviglia negli occhi. La cosa più intrigante è che è datato 1996, ma potrebbe essere stato scritto ieri per come è descritto il periodo storico italiano. 

Adulterio - Paulo Coelho
Sinceramente non ho ancora capito se mi è piaciuto oppure no. La storia di una donna che ha tutto ma vuole di più, o forse no. Mi è stato consigliato ma devo dire che per l'ennesima volta mi sono scontrato con un Coelho che mi affascina per le sue teorie sulla vita ma non amo come romanziere. La cosa che più mi è dispiaciuta è la velocità con cui si verifica il punto di svolta con la quiete finale. 

Donne - Andrea Camilleri
Ne ho già parlato nel post precedente in modo più completo. Semplicemente magnifico. Descrive e fa amare le donne. punto. 

Mio fratello rincorre i dinosauri - Giacomo Mazzariol
Ecco qui l'ultima lettura del periodo, finito ieri. Giacomo è un ragazzo di diciannove anni e racconta la relazione con suo fratello Giovanni, nato con un cromosoma in più. Il racconto di vita è da leggere, per imparare qualcosa di più sulla diversità, neanche tanto sulla disabilità ma sull'incontro di due persone che ragionano in modo diverso. L'unica pecca (data forse dall'età dello scrittore) è il tentativo di forzare la poesia di cose normali e che forse proprio grazie a quella normalità avrebbero acquisito una potenza ben maggiore.

Il prossimo libro? Credo che oggi pomeriggio andrò a comprare l''ultimo di Harry Potter...

giovedì 22 settembre 2016

Donne

Non ho mai letto libri di Andrea Camilleri. 
Conosco Montalbano, so qualche cosa generale sullo scrittore, sono stato spettatore di interviste in tv. Per esempio non sapevo che la sua carriera da scrittore è tutto sommato recente e che il primo libro del famoso commissario fu pubblicato solo nel 1994. 

Poi la RAI pensa bene di produrre una nuova miniserie tratta da un suo libro. 10 puntate, poco più di 10 minuti l'una, 10 donne diverse, 10 piccoli quadri dipinti con tratti morbidi. 
Vengo rapito dalle puntate che riesco a vedere, mica tutte. Credo che il lavoro sia stato di altissima qualità: ottime interpretazioni, ottimi dialoghi, ottime riprese, musiche magnifiche. Delle perle. 
Affascinato ho deciso di comprarmi subito il libro. Me lo mangio, veramente. Ritrovo la stessa qualità che ho apprezzato sullo schermo, ma nero su bianco, anzi, forse meglio. Mi viene addirittura il sospetto che la mente da sceneggiatore e regista di Camilleri avesse già pensato alla possibilità di far diventare questi piccoli racconti di donne dei quadretti televisivi. 
Donne perfettamente tratteggiate, capite fino in fondo, raccontate con un amore viscerale per la bellezza che la femminilità rappresenta, in tutte le sue sfaccettature. 

Un libro, una serie, donne, che ho amato anche io. 

sabato 21 giugno 2014

Picnic

In questo periodo le cose che mi danno più gioia sono le cose che mi fanno sentire un uomo maturo. E non intendo vecchio, ma un uomo compiuto. 

Riuscire negli esami e avvicinarmi alla tesi, al lavoro. Fare bene in reparto. Aiutare gli amici che chiedono aiuto. Vivere da fidanzato. Fare delle mie idee sul futuro qualcosa di più concreto di semplici chiacchiere. E poi ci sono i ragazzi, per lo più le ragazze (perché sono quasi solo femmine), di gruppo.


Mi piace avere a che fare con queste persone che crescono, mi piace vivere con loro e sentirle vive. In questo periodo poi, con l'inizio delle vacanze e l'esperienza dei campi estivi, ognuno di loro è pieno di entusiasmo, di gioia. Parlano (hanno sempre parlato) tanto ed è spettacolare sentire le loro parole piene di voglia di vivere, diventare grandi e divertirsi. Mi piace quando giocano, quando urlano, quando cantano, quando ballano, quando fanno disperare, quando catastroficamente si siedono su un piatto di riso, quando si graffiano le gambe correndo nei rovi, quando si schizzano giocando nel torrente. 
Nell'ultimo anno sono cresciuto molto, e loro sono cresciuti più ancora di me proprio sotto i miei occhi. Ilaria, riflettendo, ha detto che la loro presenza oggi al picnic è il segno del lavoro svolto durante l'anno, ma io penso che più che lavoro di noi educatori è merito del lavoro del gruppo, di ogni singola persona.

Cosa c'entra questo con il fatto di sentirsi uomo compiuto? Giorno dopo giorno mi accorgo che non mi sento un amico loro, ma quasi un padre. 

lunedì 3 marzo 2014

Con un verso

Ho sempre apprezzato il design del marchio Apple. La bellezza ricercata nei prodotti, nella grafica, ma ancora di più nella pubblicità. Sempre elegante, semplice, intuitiva e dalle immagini folgoranti. 
Su questa tendenza continuo a ripetermi che l'ultima pubblicità per iPad air è molto bella. 


Quello che più mi piace è quello che è stata capace di fare: emozionarmi prima di tutto ma poi di farmi scoprire una poesia, che sono andato a leggermi per bene, che ho imparato ad apprezzare.

Oh me, oh vita !
Domande come queste mi perseguitano,
infiniti cortei d’infedeli,
città gremite di stolti,
che vi è di nuovo in tutto questo,
oh me, oh vita !

Risposta

Che tu sei qui,
che la vita esiste e l’identità,
Che il potente spettacolo continui,
e che tu puoi contribuire con un verso.
-Walt Whitman

Spesso mi chiedo cosa io possa fare, con la mia vita: bravo studente con voti mediocri, bravo cantante e musicista senza capacità fruttifera, bravo amico/figlio/fidanzato con la grande capacità di pensare a me stesso, bravo educatore di comportamenti sconvenienti, bravo medico in formazione senza competenze. Chi posso aiutare, cosa posso raggiungere, quale miglioramento posso rendere al mondo?

Io posso contribuire con un verso.

Non una intera poesia, ma un semplice verso, un mio verso. E così il mio verso è una nuova nozione imparata per il mio orgoglio personale, una emozione provata da chi mi ha ascoltato cantare o suonare anche senza pretendere di essere in tutte le radio, un gesto carino per amici e parenti, quella volta che la fidanzata piange di gioia, il piccolo sorriso di una ragazzina in oratorio, la cura dei singoli pazienti che vedo in ospedale. Quello significa un verso: nel mio piccolo accendere una luce e far si che non si spenga. Per le grandi poesie si tratterà di mettere insieme versi di persone diverse. 

Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini.Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli.

- Mt 5,13-16

venerdì 1 febbraio 2013

Aeroplanini

La Disney è semplicemente fantastica, sempre. La PIXAR poi... La prima parte di Wall-e, i primi minuti di up, Alla ricerca di Nemo. La capacità di intrattenere con poesie tradotte in video. Immagini e suoni. Ma soprattutto emozioni.


Mio nonno dice che si devono sempre mettere in giro le trappoline. Dopo questo video mi viene da dire: non smettere mai di lanciare aeroplanini. Se si trova qualcosa per cui valga la pena vivere bisogna lanciare un aeroplanino. Se il primo non funziona se ne lancerà un secondo. Dopo il secondo un terzo, finché la forza dell'amore per quello che si sta cercando schiaccia ogni incertezza, finché non sarà la felicità


venerdì 25 gennaio 2013

Più prezioso del Ferro

Prendere e ascoltare.


Uscita da pochi giorni e subito nella mia bacheca di Fb è stata linkata almeno una decina di volte. Baby K mi piace, non è la prima volta che la sento. Rapper, ragazza. A volte troppo simili alla versione biascicona delLa Pina, queste ragazze rapper. Anche lei non è da meno molte volte. Questa volta, però, tira fuori anche una bella vocina. Ma non è di Baby K che voglio parlare. 
Voglio parlare del Tiziano. Quanto mi piace questo Tiziano. No, non sono una checca isterica e neanche una ragazzina superfan. Mi piace questo Ferro che è produttore, scrittore e interprete della canzone per vari motivi. 
Finalmente qualcosa che si discosti dall'ultimo cantante monotematico e monosentimentale. Sempre stato cantante melodico e romantico, ma ultimamente non se ne può più! Solo canzoni d'amore disperate. Questa canzone invece ha il sapore divertente e sbarazzino di Raffaella canta a casa mia e Come baciano le donne. E questo mi piace. 
Ancora più importante però è la preziosità in questo pezzo. Tre quarti della sua apprezzabilità è data dalla qualità dell'arrangiamento, mille volte migliore di un qualsiasi rapper italiano, e dalla vocalità di Tiziano. Se non ci fosse lui (dietro a tutto questo e a metterci faccia e voce) non credo che questo pezzo spaccerebbe così tanto. Per questa canzone è più il Ferro si trasforma in Oro.

Un'ultima considerazione da persona pesante quale io sono. Avere un cantante affermato che spinge la carriera di un giovane e ne produce i pezzi dona qualità mostruosa al lavoro di giovani talenti. Brutto però prendere un perfetto sconosciuto tirato su dai reality e farne una nuova versione di sé (vedi Francesca Michielin ed Elisa - che tra l'altro adoro entrambe). Ben venga la valorizzazione di artisti già in cammino rispettando le proprie caratteristiche. Si dovrebbe fare più spesso. 

giovedì 10 gennaio 2013

WOTE

Chi non si ricorda il video di Somebody that I used to know, unico vero successo di Gotye? No, non intendo il video originale. Sto scrivendo del video di 5 simpaticoni che strimpellano sulla stessa 6 corde cantando alla grande, senza sbagliare una nota. A dire il vero uno non canta, ma sono comunque in 5. 
Ebbene, ecco che vi presento i Walk off the earth (o WOTE, appunto).

Non chiedetemi chi sono, come si chiamano, da dove vengono. Andate su wikipedia e studiate pure. Che è meglio. Farò una carrellata del perché li adoro. Letteralmente. Li adoro.

Oltre a Somebody that I used to Know, che già è segnale della loro intelligenza, si sono concessi il piacere di interpretare altre cover. Già, mi permetto di dire interpretare. Rispetto ad altri cantanti, gruppi o cricche famosissime su YouTube loro interpretano, o quantomeno cambiano le regole giocando sempre al loro gioco. Idee, soprattutto idee, tecnica e talento. Tutto riportato ad uno stile personale con la tendenza all'acustico. Mi smentisco subito segnalandovi una versione two-multiple-men di Man down di Rihanna. Ultima arrivata tra le cover c'è I know yout were trouble di Taylor Swift. Adoro la canzone, quella originale. Mi piace ancora di più questa versione per la bravura degli interpreti e per la scelta vincente di duettare con KRNFX, un fenomeno.

Oltre a cover però hanno una produzione propria. Sarebbe stato un limite per un gruppo come loro. E invece si varia da video e canzoni di alto standard qualitativi che puntano tutto sulla solita creatività e la simpatia, che di certo non manca. Non ci credete? Guardate la nuovissima Gang of Rhythm. Ultima che vi segnalo è una chicca di bellezza. E così vi metto direttamente il video, senza link. Piccolo regalo. Little boxes.



venerdì 5 ottobre 2012

E tutto c'è da fare

Oggi ho avuto una epifania di senso. Facendo un refresh ricordo la situazione: io vestito bene, camicia, pantaloni, camice. Ebbene sì, camice. Ero in ospedale e stavo parlando con due medici (un neurologo e un angiologo) e  una mia compagna (ciao Sonica).
Come al solito davanti agli aneddoti e alle conoscenze di alcuni medici comincio ad impaurirmi per la mia sensazione di inutilità e mancata conoscenza della materia. E vengono così tutte le paure solite della mia età, della mia professione. La paura di non riuscire a passare gli esami, quella di non laurearsi, non entrare in specialità e non trovare lavoro. La paura di non poter sposare la donna che si ama oppure di farlo troppo da vecchi. 
Poi mi cade l'occhio sulle vere alle dita dei due medici, sul sorriso che i due sfoggiano raccontando le esperienze più o meno ridicole, sicuramente aneddotiche e anche didattiche, alle loro vicende avvicendate che li hanno portati ad essere lì in quel momento. Ed ecco che si palesa la magia. 
Senza rendermene conto penso che gli esami vanno prima studiati, e che studiare quel che studio è bellissimo; penso che da esame si passa alla laurea, e poi alla specialità e al lavoro. Che le possibilità sono infinite e la vita ti mette davanti a percorsi assurdi, ma splendidi. Penso che se amo una donna non sarà un problema la data del matrimonio, e che verrà da sé, così come la famiglia. Insomma ho pensato che tutto è raggiungibile e che è una sensazione bellissima essere vivo. Quando tutto è ancora da fare, e tutto può essere fatto. 

Mi dispiace solo di una cosa: ho un po' frenato il sorriso che sentivo nascere, ed ho un po' strozzato l'emozione per evitare un comportamento "atipico ed estemporaneo" davanti ad altri. Magari il mio sorriso avrebbe nutrito anche loro.

mercoledì 28 dicembre 2011

Midnight in Paris

Ieri sera siamo andati al cinema, Ilaria ed io. Destinazione Parigi. fatto sta che arriviamo e gli unici due biglietti sono in prima fila laterali, in pratica la posizione in cui abbiamo visto Harry Potter e l'ordine della fenice. Un po' una schifezza di posti, ma che fai? beh, prendi i biglietti, ma è l'ultima volta.

Il film comincia, e dopo un inizio in cui non mi sentivo propriamente bene mi distendo e tadam! Ecco che il film comincia a piacermi e per una strana magia ci entro. Esattamente come Gil entra nella Parigi degli anni 20, io entro nel film, e in quella atmosfera. WOW che figata! Anche perché questa è una cosa a cui mi capita di pensare: io che avrei voluto vivere in un altro periodo, proprio gli anni 20-30 con il jazz e lo swing, con le scarpe con le ghette, quelle robe lì. Oppure mi sarebbe piaciuto l'800 (verso la fine) o ancora il medioevo... ma questi non ci sono nel film. E così vedo facce di gente che mi viene sempre più voglia di conoscere e frequentare.
In più Allen è veramente un mostro di bravura, soprattutto nel rendere una città la vera protagonista di una storia, e Parigi è una donna che si lascia ammirare. Sembra quasi che Marion Cotillard sia la vera incarnazione di Parigi, elegante bellissima e sofisticata, l'adoro (peccato per la doppiatrice). Owen Willson invece è un altro Woody Allen, stesse movenze, stessa parlata... non so se voglio vedere un doppione. Che spettacolo Dalì muahahahah. 
Ma che bello, un inno alla voglia di cultura! 

Un film semplicemente delizioso e speciale!

(Da ricordare però uno dei messaggi: pensiamo che le epoche migliori siano quelle passata, ma anche i nostri mostri sacri avevano i loro mostri sacri precedenti... quindi non schifiamo la nostra cultura... sarà la base per quella dopo!)

lunedì 19 dicembre 2011

Christmas by Bublè


Oggi ho ascoltato tutto il cd natalizio di Michael Bublè. Tutte canzoni di natale, praticamente tutte di tradizione. Sabato ne avevo sentito alcune parti mentre facevo un giretto per la Ricordi in galleria e mi aveva lasciato un buon sapore sul palato e nelle orecchie, ricordando bene lo stile e la voce.

Partendo dal presupposto che adoro Michael, come alcuni ben sanno è uno dei miei cantanti preferiti, mi sono però scontrato su alcune difficoltà nell'ascoltare il cd per intero. Le canzoni mi sembrano un pochettino tristi, anzi, non vorrei utilizzare quella parola, ma il contrario di allegre dovrebbe essere proprio quello. Sarà il suono che ricorda tantissimo le registrazioni tipiche degli anni d'oro del jazz e dello swing ma sembra proprio così. Forse è proprio il taglio deciso: sottolineare una sorta di nostalgia natalizia evocata dai fiocchi di neve e non la voglia di vita che nasce in questo periodo. Sarà un caso ma la canzone più allegra credo sia anche l'unica originale (Cold december night) e inconfondibilmente in stile bublèiano (o bublèiesco). Una altra perla, perchè comunque molte cose belle ci sono, è Jingle Bells in duetto con le The Puppini sisters. Ancora una volta le belle atmosfere anni '30-'40. 

domenica 1 maggio 2011

Karol e Ennio

Ultimamente mi emoziono per tante cose, anche molto piccole, mi si bagnano gli occhi, sento le orecchie diventare rosse come le guance (che lo sono di natura). Mai una lacrima, purtroppo o per fortuna. Però mi viene proprio da essere felice e esplodere di emozione.
Oggi ci sono stati due bei momenti di questo tipo, forse anche di più ma voglio parlare di questi due.

Questa mattina abbiamo celebrato una messa in un grande parco cittadino, in comunione di spirito a quella di Roma, per la beatificazione di papa Giovanni Paolo II. Già di per se era una emozione. Tante persone dell'oratorio, tante della comunità, il coro in grande stile, i musicisti e una giornata paura. Il momento migliore è stato quando noi del coro abbiamo finito i canti di comunione e abbiamo noi accolto Cristo nei nostri cuori. C'era il venticello leggero, il prato, i petali dei fiori che volteggiavano nell'aria, il pianoforte e la chitarra... Dio nel nostro cuore e il beato che ci guardava dall'alto.
Secondo momento è al concerto a Roma, primo maggio, ne ho guardato un pezzetto in tv. Vedere il nonnetto Ennio Morricone salire sulla pedana, dirigere un mix dell'inno di Mameli e del Va pensiero con Neri Marcorè che spiegava la scelta: unire i due per ricordare che il va pensiero non deve sostituire l'inno, perchè è stato uno strumento per arrivare all'inno. Questo aiuta il mio amor di patria, mi aiuta a ricordare i sacrifici che sono stati fatti per fare l'Italia, anche se ora qualcuno la sta distruggendo.

martedì 19 aprile 2011

Viva il bianco, il rosso... tutto!

Oggi parliamo di libri, e siccome sono un po' lungo con le idee parliamo di due libri in una volta sola. 

Il libro qui a sinistra doveva per forza capitare tra le mie grinfie, e già ho detto tutto. Adoro Lorenzo ma Franco non lo conoscevo. Allora l'ho contattato su facebook (proprio lui, quello vero) e mi ha risposto, nulla di che, ma dopo averlo contattato e aver letto cosa scrive, posso dire di sapere chi è, almeno in pare. 
Il libro è bello, si parla di tutto, se ne dicono di cose! Come fare un disco, l'uomo e la donna, i viaggi, il senso delle cose... veramente di tutto. Le idee possono essere condivisibili o meno, ma sono idee. E' questa la genialata, sono idee. La principale cosa che ti passa questo libro è la voglia di vita, l'entusiasmo che contagia. Una gran cosa! ENERGIA! 
Il problema è che è tanto lungo, e il rischio è di diventare ripetitivi, per essere sincero ho letto metà libro in due settimane, la restante metà in un mesetto... però l'energia è predominante.

Ilaria un giorno viene da me dicendo che sta leggendo un libro molto bello, che dovrei leggerlo anche io perchè la sta ispirando. Io sono sempre un po' troppo critico, e lascio perdere. Poi settimana scorsa alla festa MGS sento parlare lo scrittore, e con il mio modo idiota vado da lui a fare lo spiritoso. Risultato? Ho un modo per passare inosservato, ma forse non è il modo migliore. In ogni caso lui mi fa una buona impressione e decido di leggere il libro. 
Tre giorni netti (solo perchè devo anche studiare e dormire), un po' perchè è breve e un po' perchè è di facile lettura. 
Non so se in generale mi piace lo stile ma tutto alla fine è piacevole e lui, davvero, ha delle belle idee. Se ci credete bene, se no vi consiglio di andare a cercare il video del suo intervento alla festa MGS, ne vale la pena. 

Ora però non so più cosa leggere... :D

venerdì 4 marzo 2011

Formiche zombie

Ragazzi, apro internet, guardo un pochino i soliti siti e poi BOOOOOOM! arrivo ad un articolo national geographic. Parla di formiche, morte, ma che si muovono. Formiche zombie. Un po' alla fringe. 

In pratica hanno scoperto che esistono dei tipi di funghi che infettano alcuni insetti, li colonizzano all'interno come succede a noi con virus, batteri, funghi e tumori. Ma non si limitano a questo; prendono il controllo cerebrale, e quindi anche motorio e tutto il resto, dell'insetto, in pratica queste formiche poverine sono morte, e si muovono perchè al loro interno il fungo li assorbe pian piano e usa il loro corpo per i suoi scopi. Fa crescere spore esplosive, rametti che escono da testa e addome, tutto per infettare altre formichine! 

Che figata! Un po' inquietante, ma molto alla fringe! 
Ho deciso che metterò il sito della national geographic tra i preferiti.
intanto linko l'articolo.

venerdì 25 febbraio 2011

Frank O. Gehry

Oggi volevo andare al museo del '900. Beh, volevo, alla fine non ci sono andato, cause di forza maggiore hanno fatto si che i miei piedi non mi portassero fino in centro a Milano, e così addio cultura gratis.
Poi accendo il computer dopo le 5, sisi, proprio dopo le 5, per tutta la mattina e per buona parte del pomeriggio non l'ho acceso, guardo qualcosa su facebook e poi eccola lì, la mia dose di cultura quotidiana.
Sara mi accende una lampadina, partendo da un anello in argeno comincia così una sorta di viaggio per l'europa con addirittura la guida.
Mi presenta un certo signore, di una certa età e fortunatamente per lui non ancora morto! Frank O. Gehry!
Mi porta in giro per il mondo, grazie a questo potente strumento che è internet, destinazione Barcellona, Budapest, Berlino e Bilbao. Mi fa vedere alcuni edifici ideati dal mitico Frank e... colpo di scena! Li conosco già! Anzi, li ho anche visti! Praticamente tutti! Solo non sapevo fossero suoi! E invece eccoli lì, che mi trillano lo schermo, mi taggano i ricordi, mi presentano a loro volta il grande Frank. Il Guggenheim di Bilbao, un grosso pesce a Barcellona, un cavolo di edificio tutto strano a Budapest, il binocolo a... dov'era?
Un pazzo, certamente, un genio, ancora di più! Un megamix di idee!

Poi spengo il computer e il giro è finito. Grazie alla mia guida personale alla grande architettura! E anche oggi un po' di pane e cultura!

Visto che ci sono, ecco il link della pagina italiana di wikipedia che racconta un po' di lui. Signori e signore... Frank Gehry